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Livinallongo del Col di Lana

Provincia di Belluno - Regione del Veneto


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Parentesi napoleolica e riannessione all'Austria

DOPO LA PARENTESI NAPOLEONICA, LA RIANNESSIONE ALL’AUSTRIA

Nella primavera del 1796 Napoleone Bonaparte aveva passato con una forte armata le Alpi ed aveva battuto gli austriaci nella pianura Padana, conquistando con una guerra-lampo la Lombardia.

Mentre Napoleone proseguiva con il grosso dell’esercito direttamente alla volta di Vienna, un corpo del suo esercito risaliva la valle dell’Adige per sbarrare la strada ai tedeschi che per la valle stessa potevano attaccarlo alle spalle.

Nel marzo del 1797 i francesi erano arrivati nell’Alta Valle dell’Isarco. E di fronte al  grave pericolo dell’invasione  erano stati inviati rinforzi ed erano stati richiamati gli uomini validi del Tirolo per respingere il nemico, che fu fermato a Vipiteno e fu costretto a retrocedere a Bressanone. Ma i francesi contrattaccarono a Spinges, piccolo gruppo di case sopra a Sciaves e Rio di Punteria.

Il 2 aprile, alle 2 del pomeriggio, i valligiani dopo una strenua resistenza stavano ormai ripiegando, quando una ragazza che era in servizio presso un contadino di Spinges, uscì da una stalla, saltò oltre il muro del cimitero e davanti alla porta della chiesa, armata di una forca, atterrò (forse spaventò solo) alcuni soldati francesi, gli altri volsero in fuga.

Disegno monumento a Caterina Lanz 

Il monumento a Caterina Lanz - Pieve di Livinallongo

La ragazza era Caterina Lanz, nata a Pian di Marebbe 26 anni prima, il 21 settembre 1771, in casa del “Trogger” (portatore), un povero contadino che l’aveva mandata come serva in Punteria, appena quattordicenne, ad imparare il tedesco. La Lanz, dopo lo scontro di cui fu eroina, si fermò a Bressanone e a Spinges per 14 anni. Di lì andò serva di don Pietro Alton a Colle Santa Lucia, poi, dal 1851 al 1854, come cuoca presso il curato Giovanni Maneschg a Andraz.

L’8 luglio del 1854 morì, a 83 anni, e fu sepolta nel cimitero di Pieve di Livinallongo con gli onori militari. Nel 1882 nel cimitero di San Vigilio, davanti alla porta della chiesa le fu eretto un piccolo monumento, ed una lapide fu collocata sulla sua casa natia.

Un monumento fu inaugurato infine in suo onore a Pieve di Livinallongo il 22 luglio 1912; questo, nel 1915, durante la grande guerra, fu portato a Corvara, poi al Museo di Rovereto, di dove nel 1967 tornò nella piazza di Pieve.

Tornando alle vicende storiche di Livinallongo, occorre precisare che la valle fu coinvolta solo marginalmente nei grandi avvenimenti del tempo. Fra gli altri, registriamo un episodio curioso: nel 1801 alla ritirata degli austriaci, passò un corpo di truppe anche per Livinallongo e tanta fu la paura dei valligiani, i quali però, dietro invito del vescovo ed agli ordini del capitano di Andraz, Gasparo Savoi, formarono una compagnia che per un anno stesse a guardia della valle, finché questa venne unita ai tirolesi quando i francesi avanzarono fino a Bressanone.

Il trattato di Parigi del 26 dicembre 1802 segnò la secolarizzazione dei principati ecclesiastici, fra cui quelli di Trento e Bressanone, e nel marzo del 1803 l’imperatore Francesco I prendeva possesso della valle.

Dopo la pace di Presburgo (1805) Livinallongo passò alla Baviera, che lo unì al “giudizio” di Brunico. Cessati i capitani di Andraz nel 1802, l’ultimo, Giovanni Linder, restò tuttavia fino al 1803 per chiudere l’amministrazione e passare in consegna il territorio al nuovo governo.

La rivolta di Andreas Hofer non coinvolse direttamente la valle. Quando però nel 1809 preoccupante divenne la rivolta in Alto Adige, contro i francesi, odiati perché offendevano la religione, e contro i bavaresi loro alleati, che si erano dimostrati duri oppressori, Napoleone decise di inviare contro i ribelli due corpi militari, in prevalenza di soldati italiani. Uno doveva entrare in Alto Adige dal Trentino, mentre l’altro dal Bellunese. Fu quest’ultimo a trovare una debole resistenza, che poteva finire in massacro: il 2 novembre, al confine veneto, 13 fra livinellesi e badioti presero a fucilate il corpo francese che saliva da Agordo, al comando del generale Peyri, ma non successe nulla: il capitano Canins, che comandava i soldati tirolesi, ordinò subito di deporre le armi, ed il generale francese, occupato il paese, si comportò amichevolmente.

Nel 1810 Livinallongo formò l’ultimo confine del Dipartimento del Piave, confine che correva sulla cresta settentrionale dei monti. Caprile, con la parrocchia di Pieve di Livinallongo, venne aggregata alla diocesi di Belluno, e vi restò anche quando nel 1814 con le curazie di Colle e di Arabba fu restituita a Bressanone.

Nel 1815, dopo aver fatto parte della Baviera e del regno d’Italia, Livinallongo fu riannesso all’Austria e vi restò fino al 1918.

(tratto dal Libro d’Onore del Comune di Livinallongo del Col di Lana)

 

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