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Livinallongo del Col di Lana

Provincia di Belluno - Regione del Veneto


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La Prima Guerra Mondiale

LA PRIMA GUERRA MONDIALE A LIVINALLONGO

Negli ultimi anni del secolo scorso (1897-1900) vengono costruiti dagli Austriaci i forti di La Corte, Ruaz (tagliata) e Tra i Sassi (Valparola).

Disegno del Forte La Corte

Nella mobilitazione generale del 2 agosto 1914 i soldati fodomi vengono chiamati alle armi ed inviati sul fronte orientale (russo). IL 24 maggio 1915, alla dichiarazione di guerra italiana, si costituisce trasversalmente lungo il territorio montagnoso del nostro Comune la linea del fronte:
Marmolada, Mesola, Padon, Foppa, Col di Roda, Sief, Col di Lana, Setsass, Sasso di Stria, Lagazuoi.

Alla fine di maggio e nel mese di giugno del 1915 le truppe italiane avanzano da Caprile ed occupano Colle Santa Lucia, Monte Pore, Larzonei, Andraz, Collaz, Foram, Salesei, Pieve.

Il comando austriaco ordina l’evacuazione dei paesi e trasferisce il monumento di Caterina Lanz (inaugurato nel 1912) nel cimitero di Corvara.

La popolazione della parte bassa della valle va profuga a Colle Santa Lucia oppure viene condotta dalle autorità italiane in Piemonte, Toscana, Abruzzi, Marche. La popolazione della parte alta della valle va profuga in Val Badia, in Val Punteria, perfino in Boemia.

Il forte La Corte risponde al fuoco delle artiglierie italiane e bombarda il territorio occupato: Pieve viene bombardata il 17 agosto 1915. Poco dopo il forte viene abbandonato ed il comando si trasferisce sul Col di Roda.

Nel settembre del 1915 Livinallongo è ormai deserta e distrutta, soltanto soldati italiani si aggirano per i villaggi e l’obiettivo del fronte si concentra sul Col di Lana. La mina del Col di Lana viene fatta saltare, per ordine del maggiore Mezzetti, dal tenente Gelasio Castani, duca di Sermoneta, alle ore 22.35 del 17 aprile 1916: 110 soldati austriaci rimangono uccisi nelle caverne, 170 vengono fatti prigionieri.

Dovunque durante il conflitto vengono sepolti i caduti dei due fronti.

Vengono improvvisati cimiteri italiani a Pian di Salesei, Andraz, Castello; e austroungarici a Col di Roda, Valiate, Val Parola (due) e Passo Pordoi.

Disegno del Sacrario Pian di Salesei

Nel 1938 verrà costruito il Sacrario di Pian di Salesei che custodisce le spoglie di 4.700 caduti ignoti, 704 noti tra cui 19 austro-ungarici.

Nel 1956 sarà completato l’Ossario di Passo Pordoi che conserva i resti di 454 caduti della seconda guerra.

Disegno del Sacrario al Passo Pordoi

Nel 1935 verrà costruita la cappella del Col di Lana in onore dei caduti italiani della prima guerra mondiale. Il monumento ai caduti sulla piazza 7 novembre 1918 a Pieve riporta i nomi di 135 caduti e dispersi fodomi della prima guerra.

Disegno della Cappella del Col di Lana

A cominciare dalla primavera del 1918 i profughi fodomi ritornano nella valle abbandonata dai militari e cominciano l’opera di ricostruzione del paese, abitando provvisoriamente nelle baracche militari e nelle poche case risparmiate dai bombardamenti. La ricostruzione viene aiutata dal  governo italiano e dal consorzio trentino dei comuni cosiddetti conquistati o liberati. La ricostruzione avrà termine nel 1923-’24.

Col trattato di San Germano (1923) il comune di Livinallongo viene aggregato alla provincia di Belluno.

Nel 1933 con decreto autografo di Benito Mussolini verrà aggiunto al nome del comune la denominazione “del Col di Lana” che verrà confermato nel referendum popolare comunale indetto dalla Regione Veneto nel 1983.

(tratto dal Libro d’Onore del Comune di Livinallongo del Col di Lana)

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